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Principi generali
Strumento cardine del Piano è lo Statuto dei luoghi che può essere definito come l’insieme delle regole condivise di uso, trasformazione e tutela della risorse naturali e umane del territorio.
Numerosi e cospicui sono gli elementi innovativi che la Legge regionale toscana introduce per le complesse attività di pianificazione degli enti locali; così come chiaro e univoco risulta l’intento – ormai ampiamente condiviso – di ricercare e perseguire uno sviluppo realmente sostenibile per i preziosi territori che ci circondano. Ovvero, nessuna trasformazione – per quanto motivata da esigenze economiche o sociali - deve essere possibile se non viene assicurata, quale prioritaria esigenza, la tutela delle risorse ambientali non rinnovabili, dei valori storici e culturali, dei beni paesaggistici e insediativi, di tutti quegli elementi cioè che costituiscono e rafforzano l’identità locale. Ciò comporta una preventiva e rigorosa valutazione degli effetti che i mutamenti giudicati coerenti con tali principi potranno avere su ciascun volto – sociale, economico, ambientale – del territorio comunale. Elemento fondamentale e qualificante della Legge toscana è lo Statuto dei luoghi. Il significato di questo strumento si avvicina molto a quello degli statuti delle comunità medievali; un patto che contiene l’insieme coerente delle regole condivise di uso e trasformazione delle risorse naturali e umane: un patto, ancora, di rilevanza pubblica sancito fra i cittadini e le amministrazioni locali nel quale si stabiliscono, a tempo indeterminato, le modalità di uso e di tutela delle risorse comuni e nel quale vengono posti i limiti invalicabili per la loro trasformabilità. Per il Piano strutturale di Castelnuovo Berardenga, lo Statuto dei luoghi assume quindi la finalità di tutelare l’esistenza stessa del patrimonio territoriale e contemporaneamente di garantirne, con i progetti che il piano medesimo attiva, la permanenza e lo sviluppo. La partecipazione attiva dei cittadini al processo decisionale del piano diventa perciò un momento fondativo per la sua costruzione e non un mero slogan di facile consenso. Attraverso l’ascolto e il coinvolgimento di tutti i soggetti riconosciuti non soltanto i legittimi interessi e le aspirazioni degli abitanti possono avere una concreta ricaduta sulle scelte del piano ma anche, in un rapporto di reciproco dialogo, queste ultime possono ulteriormente essere modificate e approfondite mano a mano che, in base alle risposte degli estensori del piano, i cittadini scoprano nuove soluzioni ai loro problemi, nuovi orizzonti da raggiungere. Una serie scaglionata di sessioni partecipative rivolte ai diversi attori sociali ed economici locali avrà cura di favorire la partecipazione anche e soprattutto di quei soggetti tradizionalmente “privi di voce”. E,’ a tal fine, già in corso di allestimento un forum informatico di ascolto dei cittadini attraverso il quale sarà presto possibile seguire in ogni sua fase lo svolgimento del lavoro e portare liberamente i propri contributi. Tutto ciò – vale la pena sottolinearlo – allo scopo di realizzare una costruzione consapevole e condivisa degli elementi interpretativi dell’identità locale, dei valori costitutivi del patrimonio territoriale e dei suoi criteri di invarianza, dell’insieme delle risorse disponibili e del profilo delle strategie di uso.
I modi di costruzione del Piano Strutturale
Il Quadro conoscitivo rappresenta una occasione preziosa di accrescimento dei saperi locali e contemporaneamente costituisce una parte fondante dell’intero Piano, processuale e aperta, trasparente e necessaria per la comprensione di tutti gli aspetti che identificano il territorio.
In accordo con quanto prescritto dalla Legge toscana, il Piano strutturale del Comune di Castelnuovo Berardenga riconosce un ruolo di primaria importanza alla realizzazione del Quadro conoscitivo, in uno spirito ormai nettamente lontano dalle consuetudini passate dei tradizionali modelli di pianificazione. E’, inoltre, in tale articolata e complessa fase, che il piano deve rapportarsi con le indicazioni strategiche espresse per quei territori dal Piano Territoriale di Coordinamento provinciale e dal Piano di Indirizzo Territoriale regionale, oltre che valorizzare gli indirizzi di sviluppo espressi dalla comunità locale. La costruzione del uadro conoscitivo del territorio costituisce quindi la base del Piano strutturale e non deve esaurirsi in singoli elaborati, ma deve rappresentare la preziosa occasione per tradurre in realtà un vero e proprio progetto di formazione e aggiornamento di saperi i cui principali contenuti e le cui modalità sono già stati identificati fin dall’Avvio di procedimento. Non si può non sottolineare come le nuove procedure di pianificazione costituiscano per i Comuni un’occasione importante per riformulare la comprensione del proprio territorio, riorganizzandola in vista delle necessità di valutazione, interpretazione e costruzione dei piani e dei progetti. Il Quadro conoscitivo infatti non va inteso quale semplice sistema di dati e nozioni esterni al piano strutturale, ma deve essere concepito come una sua parte integrante ma autonoma: ovvero, in altre parole il sistema delle conoscenze diventa esso stesso strumento di pianificazione senza però esaurirsi nel piano. Così, secondo il principio normativo della “sussidiarietà” che permea i diversi livelli della analisi, della gestione e della pianificazione, il Piano diventa il luogo ideale per l’approfondimento e l’articolazione dettagliata di tutti i saperi a scala locale e, al contempo, il punto di raccordo con i temi della pianificazione ad area vasta e con le corrispondenti competenze. Nel caso di Castelnuovo Berardenga assume particolare importanza in questa fase del Piano, l’appartenenza del comune allo “Schema metropolitano dell’area senese”: in tale sede, infatti, aspetti strategici come le infrastrutture e le vie di comunicazione, le aree produttive, la casa e le funzioni pregiate possono trovare un momento di razionalizzazione e di coordinamento. Il Quadro conoscitivo, quindi, è una costruzione graduale, aperta e processuale: indagini, relazioni di settore, spoglio di archivi e messa a punto di banche dati, carte e rappresentazioni grafiche ne costituiscono i contenuti e rappresentano, esplicitamente, una parte imprescindibile dei materiali dell’intero Piano strutturale.
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